L’idea iniziale era quella di andare alla pietra di Bismantova, ma il bollettino meteo dell’agenzia prevenzione ambiente energia emilia-romagna non lasciava presagire nulla di buono: pioggia, temporale e vento. Non proprio le condizioni ideali per un’escursione a 2 ore d’auto e 180 km di strada. Optiamo per giretto in Lessinia con partenza da Campofontana, passaggio a Cima di Lobbia fino al Passo della Scagina e ritorno passando dal Monte Telegrafo. Visto che il meteo anche da noi non era proprio eccezionale, il piano B prevedeva ritorno immediato una volta arrivati a Cima di Lobbia.

Partiamo fiduciosi dal cimitero di Campofontana con un bel soletto 🌞 , ma nuvole 🌥 verso Vicenza. Il bollettino dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto non era incoraggiante, ma nemmeno catastrofico, come lo era nel pomeriggio.

Imbocchiamo il sentiero ⬜ 205 🟥 per circa 4 km e 450 m di dislivello con destinazione Cima di Lobbia (1672 m). Dopo circa 350 m dalla partenza il sentiero ha una biforcazione che permette di arrivare alla Cima di Lobbia passando per il Monte Telegrafo, ma la salita, per chi la conosce, è veramente tosta, ripida e ti lascia senza fiato 🥵. La nostra idea è percorrerla in discesa la ritorno.

Arrivati in prossimità di Malga porto di sopra, poco dopo il Monte Formica, dove il ⬜ 205 🟥 si congiunge con il ⬜ 285 🟥 ormai il sole era già stato oscurato dalle nuvole e noi stessi iniziamo ad essere inglobati dalle nuvole ☁️🌫. Arriviamo a Cima di Lobbia con poca visibilità e un buon appetito - almeno per me - e quindi sosta spuntino 🍔. La visibilità si abbassa ulteriormente facendoci vedere circa 10/15 m e iniziamo a sentiere delle belle tonate ⚡️in vicinanza, quindi scatta immediato il piano B. Il sole ormai era un ricordo lontano.

Partiamo sul sentiero ⬜ 206 🟥 e poco dopo inizia a piovere 🌧 … e a grandinare 🌨 🧊… e a soffiare un bel vento 🌬. Per fortuna la grandine è piuttosto piccolina e non desta pericoli, anche perché di ripari in zona nemmeno l’ombra. Proseguiamo con cautela, perché il sentiero è diventato scivoloso. Ad un certo punto ci ripariamo per alcuni minuti in uno dei pochi punti in cui si trovano dei piccoli boschetti in attesa che spiova. Ripartiamo e tra un acquazzone e l’altro arriviamo alla Forcella Porto (1527 m) dove abbandoniamo il ⬜ 206 🟥 per proseguire sul ⬜ 213 🟥.

Poco prima di arrivare al Monte Telegrafo (1562 m) ennesima sosta in un boschetto dove vedo, per la prima volta, una piccola Madonna in una teca. Aspettiamo che spiova e proseguiamo. Passiamo il Monte Telegrafo fino al punto in cui il ⬜ 213 🟥 devia verso est. Da qui si scende su un sentiero non numerato verso Campofontana. La discesa, già di per sé ripida, è resa ancora più insidiosa dalla pioggia, ma con calma e concentrazione arriviamo sul sentiero ⬜ 205 🟥 a circa 300 m dal nostro arrivo.

⏱ 03:32 ↔ 6,66 km ↗️ 520 m1

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Giro impegnativo per il meteo avverso e per seguire le persone che erano con me, ma alla fine mi sono pure divertivo. Nessuno si è fatto male, avevamo l’attrezzatura giusta e alla fine è stata una bella avventura che può essere raccontata. Peccato la scarsissima visibilità, perché i panorami che si possono ammirare soprattutto nella via del ritorno sono a mio avviso eccezionali. Motivo in più per ritornarci di nuovo e comunque speriamo che la prossima volta sia quella buona per Bismantova.

Alla prossima e buon giro!

  1. Il mio altimetro deve essere andato in tilt, perché alla fine segnava 750 m.